Legato alle tradizioni e alle proprie radici, il popolo ragusano ha fatto, è tuttora fa uso, di uno strumento insostituibile, capace di modellare, intrecciare, costruire, tessere, creare; uno strumento per tutto il “fare”: le mani. L’artigianato ragusano, vario e dalle mille sfaccettature, è la risultante delle diverse popolazioni che, nel corso dei secoli, hanno abitato queste zone. Dai siculi ai greci, dai romani agli arabi, dai normanni agli spagnoli e, finalmente, agli italiani. Una mescolanza di tecniche e tradizioni che, insieme all’interesse, alla cultura e alla passione personale, hanno creato, nei diversi settori, un stile tutto particolare: ragusano, per l’appunto.
Sviluppatosi in diversi campi, l’artigianato, e l’artigiano, ragusano è una delle attrazioni maggiori per chi, curioso o appassionato, viene a visitare la città Barocca.
Sculture e dipinti, drappeggi e ornamenti, case e palazzi, chiese e piazzali, sono tutte opera di artigiani e maestri, conosciuti e non, che hanno dato il loro stupendo contributo al patrimonio della città.
Ma ancora oggi, diversamente che in altre città ove la tecnologia la fa da padrona, come in angoli lasciati liberi dal progresso, come piccoli quadretti che al solo guardarli richiamano la nostalgica immagine del genuino passato, ecco sopravvivere le tipiche botteghe artigiane di Ragusa. Restauratori e maestri d’arte, scultori e pittori. Ognuno di essi è un pezzo della stessa città. Basti citare il maestro Cappello Giorgio (inteso Gino) che con la sua grande arte e abilità ha restaurato numerosi soffitti affrescati di antichi palazzi ragusani e non, ha rimesso a nuovo antichi cassettoni, cassepanche, letti in ferro battuto. Antiche e vecchie statue e quadri hanno ritrovato la vita dopo i restauri che il maestro Cappello ha effettuato. E come tacere il famosissimo maestro Criscione, che con la sua capacità artistica e il gusto raffinato ha modellato, creato con le sue stesse mani, statue e statuette in ceramica, e non solo. Con le sole mani e le tecniche che, sin dall’antichità vengono tramandate, questi due grandi personaggi ragusani hanno contribuito a trasmettere il gusto per il bello, per l’arte e il loro messaggio, che è quello di non abbandonare le tradizioni su cui Ragusa stessa si basa.
Ma l’artigianato ragusano non si ferma qui: molti gli artigiani che, intrecciando canne sottili ed altro, creano cestini delle più svariate forme e dimensioni, fondi di sedia e ogni altra cosa che, mentre un tempo veniva utilizzata per la propria casa, per i propri bisogni, oggi è divenuta un “souvenir”. Così anche l’artigianato nel settore della tessitura: dal piccolo centrino da sistemare sul comodino alla meravigliosa tenda tutta ricamata, con stili di ricamo (come il Punto cinquecento, il punto antico, ecc) che, anch’essi, si tramandano sin dal più remoto passato ad oggi. E non si possono non menzionare qui gli intagliatori di pietra e legno, gli ebanisti e decine ancora di artigiani che, ognuno nel proprio settore, continua la tradizione tramandatagli dal padre, dal nonno o dal proprio maestro di bottega, e che ancora continuerà a trasmettere ai propri figli, nipoti e allievi.

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