Primo e più grande fra tutti gli esempi di architettura che riflette lo stile settecentesco è l'imponente Duomo di Ragusa: la Chiesa Madre dedicata a S. Giorgio martire. Esso si trova nel cuore di Ibla e, come un sovrano sul proprio trono, sembra governarla. La massiccia e sontuosa Chiesa fu eretta sulle rovine della Chiesa di S. Nicola. I lavori iniziarono nel 1739 e furono conclusi nel 1775. La cupola, invece, iniziata qualche decennio più tardi fu completata nel 1820. Intorno alla fine del 1800 fu aggiunta l'inferriata che cinge la bellissima scalinata. Il Duomo fu progettato dall'architetto Rosario Gagliardi, importante e conosciuto esponente dell'arte barocca nel Val di Noto, nel XVII secolo, ed autore dei progetti di molte altre opere del periodo. Bisogna anche dire che a lui si ispirarono molti altri architetti dell'epoca ed anche successivi, cercando di eguagliare uno dei suoi maggiori capolavori, quale il superbo gioiello barocco di Ragusa rappresenta. Il Duomo sorge su un asse prospettico obliquo rispetto al resto della piazza. Pare che il motivo principale sia quello di aver voluto che la facciata della chiesa fosse rivolta al sole nascente. Ma potrebbe anche esserci un altro motivo: scegliendo quella posizione la Basilica poteva essere ammirata nella sua interezza. Certo è che questa posizione della Chiesa rende caratteristico l'assetto di tutta la piazza ed inoltre permette di ammirare la fastosa cupola, in stile neoclassico, altrimenti visibile solo dal zone retrostanti il Duomo. La facciata delle Chiesa, detta a torre, è composta da tre ordini di cui il primo è il più largo e l'ultimo è il più stretto e ospita il campanile ed un orologio visibile anche da lontano. L'interno, che segue una planimetria basilicale, è diviso in tre navate, di cui due laterali, più piccole e quella centrale più larga. Le navate sono divise da possenti colonne riccamente decorate nei capitelli in stile corinzio, cosa ricorrente nello stile barocco. La navata centrale, coperta da una volte a botte e che permette l'ingresso della luce da ampie vetrate colorate che illustrano il martirio del Santo patrono, termina con un ampio abside nel quale sono alloggiati bellissimi stalli (posti a sedere) in legno lavorato, per coro e clero. Inoltre, un bellissimo baldacchino rende l'ambiente più caldo e fastoso. Le due navate laterali, invece, posseggono nelle loro pareti esterne, delle nicchie con altari e dipinti di pittori famosi (ricordiamo Vito D'Anna). Essi terminano con una cappella ciascuno, una dedicata al Crocifisso e al Sacro cuore di Gesù, l'altra che ospita un lavorato altare con tabernacolo dove viene riposto il SS. Sacramento. Tali cappelle sono fastosamente decorate. Essendo una planimetria basilicale, la pianta è a croce latina. Cosicché la navata centrale, è intersecata a due terzi della sua lunghezza da una trasversale detta transetto. Nei bracci di tale transetto, oltre a due altari, troviamo alla destra un dipinto raffigurante S. Nicola in estasi e in quello sinistro S. Giorgio nell'atto di uccidere il dragone. Nella stessa parete di quest'ultimo dipinto, nella parte bassa, si può osservare l’antica lapide del Conte Cabrera, mentre nella sagrestia è conservata la parte centrale dell'altare maggiore della vecchia Chiesa, un soffitto affrescato, e degli armadi in legno decorato, risalenti al 1916. Il Portone centrale della facciata, conserva al suo interno degli splendidi bassorilievi in legno che raffigurano il martirio del Santo a cui la chiesa è dedicata. A rendere ancora più bello l'interno vi sono delle ninfe (lampadari) poste in ognuno degli archi laterali; dei drappi rossi che vestono la Chiesa nel periodo che va da Pasqua a Pentecoste, come segno della presenza dello Spirito Santo e come simbolo di grande festa. L’organo, uno dei più importanti e grandi presenti in tutta Europa, con quattromila canne, risalente al XIX sec, opera dei Serassi, è posto nell'ultimo arco che divide la navata sinistra dalla centrale. Ma vi sono anche statue e ancor più tele antiche, alcune delle quali poste nella Chiesa in periodi particolari come la quaresima. Luogo di intensa preghiera ed attività parrocchiali, il Duomo di Ragusa è anche una meta fissa per i turisti che da ogni parte del mondo vengono a visitarlo per ammirare di persona il gioiello che il Gagliardi ha donato ai Ragusani e alla storia.

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