Tra le ricette siciliane non posso non parlare del "Sugo di maiale".

L’allevamento dei maiali, e quindi il consumo delle loro carni, è stato da sempre seguito in Sicilia.

Un tempo ogni famiglia di contadini ne allevava almeno uno (del resto il suo mantenimento era di costi irrilevanti) e in cucina lo si utilizzava tutto e in modo differenti. Infatti è vastissima la panoramica gastronomica suina: dai salumi alle salsicce, dalla gelatina ai sanguinacci e svariati altri manicaretti.


Fino a poco tempo fa era tradizione uccidere il primo maiale alla prima frescura di ottobre e l’ultimo si consumava a Pasqua. Non vi nego infatti che io sono una dei tanti siciliani ghiotti di carne di maiale: e “la sua morte” per noi (da noi dire "la sua morte" significa "il modo assolutamente migliore per gustarlo"), oltre alle magnifiche salsicce arrostite sulla carbonella, è: cotto lentamente in un sugo di pomodoro che ne raccoglie tutto il suo sapore dando origine ad un piatto prelibato che può condire la pasta fresca (come cavatelli o ravioli rigorosamente di ricotta) o essere mangiato come piatto unico facendo alla fine la classica “scarpetta” col pane! Questa è una ricetta che, essendo semplice ed essenziale nonché perfetta di suo, ho lasciato così com’è senza alterarla con altri sapori o odori e così come mi ha insegnato mia madre.
Per accompagnarlo, posso consigliare un “Cerasuolo di Vittoria”, col suo caratteristico colore rosso rubino ed il suo odore fine ed elegante incredibilmente adatto a questo piatto ricco e saporito; difatti questo vino si sposa bene con carni alla griglia e primi piatti con sughi di carne come questo.

 

Ingredienti:

  • 1 carota;
  • 1 costa di sedano;
  • 1 cipolla piccola o 1 cipollotto;
  • olio extra vergine di oliva q.b.;
  • 1,500 ml di sugo di pomodoro;
  • sale e pepe q.b.;
  • 2 cucchiaini e mezzo di zucchero;
  • 2 cucchiaini di sale;
  • 2 foglie d’alloro;
  • da 600 ai 1000 gr di carne di maiale anche mista (tra salsiccia, puntine, pancetta, ect);

 

Preparazione:

Il sugo di maiale per noi siciliani è il massimo: lo mangiamo (e non solo nei giorni di festa) soprattutto con i cavati freschi e poi consumiamo la carne tenerissima cotta nel sugo facendo la scarpetta in quest’ultimo!! Quando lo si prepara, lo si fa in quantità di modo che si conservi (in freezer o in sottovuoto) per condire la pasta o per consumarlo come piatto unico, cioè la carne accompagnata con del buon pane di casa.

Iniziate a fare il soffritto mettendo in un capiente tegame il trito sottile di sedano, carota e cipolla con abbondante olio E.V.O.; fate dorare e aggiungete la carne che farete caramellare da entrambi i lati per poi aggiungere la passata di pomodoro; mescolate ed infine unite alloro, sale, zucchero e pepe nero tritato fresco e lasciate andare a fiamma bassissima per almeno un paio d’ore mettendo sopra come coperchio (come faccio io) uno spargifiamma. Potete anche usare il coperchio, ma il sugo deve restringersi.

Appena pronto gustatelo come preferite perché molto versatile: oltre al consueto modo di consumarlo (come secondo o per condire la pasta, che deve essere corta mi raccomando, perché non si tratta di semplice salsa di pomodoro), potete usarlo insieme a della besciamella per fare lasagne e cannelloni come faccio spesso io! Vedrete la differenza di sapore!

N.B. Se decidete di congelarlo o conservarlo in bocce da mettere in sottovuoto, vi consiglio di mettere in ogni boccetta insieme al sugo, un pezzo diverso di ogni tipo di carne: in questo modo, quando servirà, potrete avere un piatto unico condendo la pasta (vi consiglio cavatelli freschi) sia col sugo che con la carne insieme, creando una meraviglia di sapori senza eguali!

 

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